Il nostro obiettivo

NOI RACCONTIAMO LA CALABRIA

Ausonia per le sue ricchezze, Esperia perché esposta  a Occidente, Enotria patria del vino, Italia patria di Italo, Magna Grecia perché più grande della patria stessa, Calabria dove scorre ogni bene (dal greco Kalos). 

Raccontare la Calabria, vuol dire percorrere un sentiero più antico della Storia, più vecchio del mito, vuol dire parlare di una terra  antica tra le sponde di un mare antico da sempre, lo Jonio, che ci guarda da più di diecimila anni, con gli occhi del bos primigenius di un ignoto artista del paleolitico a Papasidero alla grotta del Romito, o con quelli che possiamo immaginare dei mercanti di ossidiana che, tremila anni dopo, lungo la valle del Lao commerciavano verso l’entroterra questo prezioso dono delle isole del Tirreno.

Il Mito e la Storia di una terra indicata come Ausonia per le proprie ricchezze, Esperia, perché posta ad Occidente, Enotria terra del vino, Italia patria di Italo e poi Magna Grecia, più grande della stessa patria, Bruzia abitata dai Bruzi e da poco più di mille anni, cioè appena ieri; Calabria, dove scorre ogni bene, dal greco “Calos”

Il Mito che precede la Storia è, quindi, il primo incontro con la Calabria antica, un mito che è racconto, è l’antico che si contrappone al nuovo, l’irrazionalità contro la ragione ma, soprattutto è complementare ad essa, non vuoto immaginario, ma piuttosto forma di pensiero,  messaggio storico che non rinuncia al fascino dell’immaginario, più vicino alla verità di quanto normalmente si pensi.

E non ha senso chiedersi dove finisce il Mito ed inizia la Storia, perché entrambe raccontano e non si può comprendere la seconda senza la luce del primo.

Raccontare la Calabria, è anche raccontare di antiche rotte che, da Oriente, attraverso il mare della ninfa. Io, furono attraversate dai Greci che, otto secoli prima della nostra era, costruirono oltre il mare, una nuova Patria. Più grande di quella natia. Narrare  di Roma e di Annibale, di Goti e di un Impero di Roma diverso, quello in realtà Greco di Bisanzio che riconquista  la Calabria e, per cinquecento anni, ne fa il faro occidentale di una civiltà che, da Oriente, illumina i secoli bui. Ma è parlare anche  dei conquistatori del Nord che al volgere del millennio creano un nuovo regno, fatto di rocche e castelli, del sogno di Federico II e di uno stato unitario che, con diversi dominatori, attraversa nove secoli di Storia, rendendo questa parte d’Italia diversa, chissà per quanto ancora, oltre ad  arricchirla di splendide tracce, destinate a durare per sempre.